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Primi nelle carte, ultimi a vendere: come usiamo Claude in Italia

L'Anthropic Economic Index di maggio 2026 letto da un imprenditore italiano: quinti al mondo per peso della compliance normativa, ultimi fra otto paesi simili per vendite e strategie, 39esimi su 121 per uso complessivo.

Illustrazione low-poly su fondo petrolio: un re degli scacchi appoggiato a una pila di cartelline e fogli, illuminato da una luce in alto a destra.

C’è un solo grande tema in cui l’Italia sta fra i primi cinque paesi al mondo per peso nelle conversazioni con Claude, ed è la compliance normativa. Su 96 paesi per cui Anthropic pubblica il dato siamo quinti, con l’1,6% delle conversazioni contro l’1,1% della media mondiale, e in nessun altro dei venti grandi temi facciamo meglio del diciannovesimo posto. Attenzione, però: è un peso e non un volume, perché per abitante uno svizzero usa Claude per la compliance il doppio di noi.

Ho preso la fotografia di maggio 2026, 121 paesi, e l’ho guardata con gli occhi di un imprenditore italiano, insieme ai rilasci precedenti da agosto 2025. La risposta breve è che Claude lo usiamo poco, e quando lo apriamo pesano più che altrove le carte. Per trasparenza: mi sono appena laureato studiando con l’AI, e con Claude ho scritto anche il report da cui nasce questo pezzo.

Per cosa usano Claude gli italiani?

Sui grandi numeri, per le stesse cose di tutti. Il 43% delle conversazioni italiane è di lavoro, il 41% riguarda la vita personale e il 16% lo studio, come nella media mondiale, e anche i temi più frequenti sono gli stessi.

Lavoro, vita personale, studio: siamo nella mediaQuota delle conversazioni classificate, per tipo di uso.
Portogallo44%38%18%
Media mondiale43%40%16%
Italia43%41%16%
Spagna42%38%19%
Stati Uniti41%50%9%
Regno Unito39%43%18%
Svizzera39%44%17%
Germania38%49%14%
Francia34%48%18%

Fonte: Anthropic Economic Index, dati di maggio 2026.

Per cosa usiamo Claude: sui grandi temi, come tuttiQuota delle richieste italiane per tema. Il segno nero è la media mondiale.
Scrittura e copywriting23,0%
Studio e apprendimento12,5%
Sviluppo software11,5%
Ricerca e informazione10,5%
Hobby e stile di vita10,1%
Elaborazione di documenti5,3%
Ricerca di conoscenze4,4%
Analisi dati e BI3,5%
Processi aziendali3,5%
Assistente personale3,4%
Supporto emotivo e relazionale3,0%
DevOps e infrastruttura2,7%
Compliance e norme1,6%
Compagnia e conversazione1,1%
Vendite0,8%
Assistenza clienti0,7%
Cybersecurity0,4%
Riunioni e conversazioni0,2%

Fonte: Anthropic Economic Index, dati di maggio 2026.

L’accento italiano si vede accanto a sette paesi simili al nostro, gli stessi dei grafici qui sotto. Siamo primi nella compliance normativa e nell’elaborazione di documenti, che vale il 5,3% delle nostre richieste contro il 4,3% della media mondiale. Me lo immagino così: estrarre dati dalle fatture, trasformare un PDF in una tabella, riassumere un bando, cioè il lavoro d’ufficio che nelle PMI nessuno ha tempo di fare e tutti devono fare. Sul business succede il contrario: siamo ultimi nelle vendite (0,8% contro 1,1% del mondo) e penultimi nei processi aziendali (3,5% contro 4,7%), davanti solo alla Francia.

Primi nelle carte, ultimi a vendereQuota delle richieste per tema negli otto paesi del confronto, maggio 2026. Il tratteggio è la media mondiale.

Compliance e norme, %

Italia1,6
Spagna1,5
Francia1,3
Portogallo1,3
Germania1,2
Regno Unito1,2
Svizzera1,1
Stati Uniti1,0

Elaborazione di documenti, %

Italia5,3
Portogallo4,5
Spagna4,5
Svizzera4,0
Francia3,8
Germania3,3
Regno Unito3,1
Stati Uniti3,0

Processi aziendali, %

Stati Uniti6,3
Portogallo5,1
Regno Unito4,8
Spagna4,7
Germania4,4
Svizzera4,3
Italia3,5
Francia3,4

Vendite, %

Stati Uniti1,6
Spagna1,3
Regno Unito1,3
Portogallo1,2
Francia1,0
Svizzera1,0
Germania0,9
Italia0,8

Fonte: Anthropic Economic Index, dati di maggio 2026.

Anche quello che ci facciamo produrre ha lo stesso accento. Spiegazioni e risposte valgono il 18,8% delle conversazioni, il 13% più della media mondiale. Piani e strategie stanno il 12% sotto, e fra gli otto siamo ultimi. Usiamo Claude più come un professore che come un consulente strategico: la strategia preferiamo deciderla da soli, possibilmente al bar.

Più spiegazioni, meno strategieSette tipi di risultato scelti, % delle conversazioni. A destra, lo scarto dell'Italia sulla media mondiale.
Spiegazioni e risposte18,816,7+13%
Documenti e report14,614,9−2%
Consigli10,410,7−3%
Analisi e sintesi5,85,5+4%
Email e messaggi4,54,6−2%
Correzione di codice3,73,3+11%
Piani e strategie3,64,1−12%

Fonte: Anthropic Economic Index, dati di maggio 2026.

Prima di farne una teoria della burocrazia ho cercato i dati che la smentiscono. Su tutti i paesi con il dato l’elaborazione di documenti pesa di più dove Claude si usa poco, i processi aziendali e i piani e strategie dove si usa tanto: una parte del nostro profilo è quella tipica dei paesi che lo usano poco. Tenendone conto, l’elaborazione di documenti resta il 16% sopra l’atteso e i processi aziendali il 16% sotto, mentre sui piani e strategie lo scarto scende al 7%. La compliance invece pesa di più dove Claude si usa di più, e noi stiamo oltre il 50% sopra quello che il nostro livello d’uso farebbe prevedere. È quello il tratto davvero nostro.

Quanto si usa Claude in Italia rispetto agli altri paesi?

L’indice di Anthropic divide la quota di conversazioni di un paese per la sua quota di popolazione fra i 15 e i 64 anni, e vale 1 quando un paese usa Claude esattamente quanto la media mondiale. L’Italia fa 1,7, il 39esimo valore su 121. Sembra un buon voto, finché non si guardano i vicini di banco. Fra gli otto paesi del confronto siamo ultimi, e nell’Unione europea siamo 21esimi su 27, con dietro solo la Grecia e cinque paesi dell’Est. La Svizzera lo usa quasi il triplo di noi, il Portogallo quasi il doppio.

Tra gli otto paesi del confronto, l'Italia è ultimaAnthropic Usage Index, maggio 2026. Il tratteggio è la media mondiale (1).
Svizzera5,0
Francia4,0
Stati Uniti3,9
Regno Unito3,4
Portogallo3,3
Spagna2,7
Germania2,4
Italia1,7 39ª su 121

Fonte: Anthropic Economic Index, dati di maggio 2026. Indice calcolato sulla popolazione 15-64 anni.

Il reddito non basta a spiegarlo. Secondo Anthropic, a un PIL pro capite più alto dell’1% si associa in media un uso più alto dello 0,7%, ma il Portogallo ha un PIL pro capite di un quarto più basso del nostro (32 mila dollari contro 43 mila nel 2025, dati del Fondo Monetario) ed è anziano quasi quanto noi. In fondo alla classifica ci sono le due grandi manifatture d’Europa, Italia e Germania: è una suggestione, non una prova, ma me la porto a casa.

Quali regioni italiane usano di più Claude?

Per le regioni Anthropic pubblica solo la quota dell’uso nazionale. L’ho divisa per la quota di popolazione 15-64 di ogni regione (stima ISTAT al 1° gennaio 2026), così 1 vuol dire in media con l’Italia. È un indice mio, non confrontabile con quello dei paesi.

Sopra la media italiana, solo tre regioni su sediciIndice regionale, maggio 2026: quota dell'uso italiano divisa per la quota di popolazione 15-64 (1 = media italiana).
Mappa delle regioni italiane colorate per indice d'uso di Claude a maggio 2026: Lazio 2,23 e Lombardia 2,02 nella fascia più scura, Piemonte 1,03 ed Emilia-Romagna 0,95 nella seconda, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia fra 0,40 e 0,61, il Sud e le isole fra 0,28 e 0,65; Calabria, Basilicata, Molise e Valle d'Aosta non pubblicate.

Elaborazione Nicola Giunchi su dati Anthropic Economic Index (maggio 2026) e ISTAT. Confini: openpolis.

Lazio e Lombardia corrono, il Triveneto guardaIndice regionale: quota dell'uso italiano divisa per la quota di popolazione 15-64. Il tratteggio è la media italiana (1).
Lazio2,23
Lombardia2,02
Piemonte1,03
Emilia-Romagna0,95
Liguria0,82
Toscana0,72
Campania0,65
Trentino-Alto Adige0,61
Veneto0,57
Umbria0,54
Marche0,44
Abruzzo0,42
Friuli-Venezia Giulia0,40
Puglia0,40
Sardegna0,37
Sicilia0,28

Elaborazione Nicola Giunchi su dati Anthropic Economic Index (maggio 2026) e ISTAT (popolazione al 1° gennaio 2026, stima). Calabria, Basilicata, Molise e Valle d'Aosta: dati non pubblicati.

Lazio e Lombardia fanno da sole il 57% dell’uso italiano con il 27% della popolazione in età da lavoro. Il dato che mi ha fatto fermare è il Veneto: più abitanti del Piemonte e il 35% di uso in meno, a 0,57 della media nazionale. Con Trentino-Alto Adige (0,61) e Friuli-Venezia Giulia (0,40), tutto il Triveneto resta sotto i due terzi della media. L’Emilia-Romagna, dove vivo, è a 0,95. Praticamente nella media: per un romagnolo, quasi un’offesa personale.

Serve una cautela. La regione viene assegnata in base all’indirizzo IP, e le reti aziendali che escono su Internet da Milano o da Roma possono gonfiare Lombardia e Lazio. Il disegno però mi sembra troppo netto per essere solo un effetto ottico. E non è un incidente di maggio: in tutti e quattro i periodi con dati regionali, Lazio e Lombardia valgono fra il 55% e il 57% dell’uso.

L’uso di Claude in Italia sta crescendo?

Anthropic non pubblica una serie storica, quindi ho ricostruito l’andamento su quattro rilasci pubblici, da agosto 2025 a maggio 2026, ricalcolando l’indice sempre con la stessa formula. Fino a febbraio però ogni rilascio era una settimana di campione di sole chat, e a febbraio entra anche il piano Max. Da aprile è il mese intero con dentro anche Cowork: a cavallo del cambio si confrontano solo i paesi fra loro.

Crescevamo. Francia e Spagna di piùAnthropic Usage Index ricalcolato con lo stesso metodo su tutti i periodi (1 = media mondiale). Le linee si interrompono al cambio di metodo: dentro ogni tratto si confrontano i periodi, a cavallo solo i paesi fra loro.
Andamento dell'indice d'uso da agosto 2025 a maggio 2026 per Italia, Spagna, Francia e Germania. L'Italia sale da 1,75 a 2,14 fino a febbraio, viene raggiunta dalla Spagna a novembre (1,93 contro 1,92) e superata a febbraio, scende a 1,56 ad aprile e risale a 1,69 a maggio, contro 2,69 della Spagna, 2,40 della Germania e 3,97 della Francia.

Elaborazione Nicola Giunchi su dati Anthropic Economic Index, rilasci di settembre 2025, gennaio, marzo e giugno 2026. Aprile e maggio sono ricalcolati, non i valori ufficiali: il ricalcolo dà 1,56 e 1,69 per l'Italia contro 1,56 e 1,70 ufficiali (scarti fra 0,01 e 0,03 sugli altri paesi). Agosto e novembre: piani Free e Pro; da febbraio anche Max.

Da agosto a febbraio l’Italia sale da 1,75 a 2,14 (+22%), come la Germania, mentre la Francia fa +54% e la Spagna +50%. La Spagna ci supera a febbraio e a maggio ci stacca del 59%. Al cambio di metodo, fra febbraio e aprile, l’indice italiano scende del 27%, e nessun paese del confronto va così male.

Al cambio di metodo, fra gli otto il calo più forte è il nostroVariazione dell'indice tra febbraio 2026 (settimana di campione) e aprile 2026 (mese intero).
Italia−27%
Germania−11%
Regno Unito−10%
Stati Uniti−9%
Svizzera−5%
Portogallo+1%
Spagna+8%
Francia+9%

Elaborazione Nicola Giunchi su dati Anthropic Economic Index, rilasci di marzo e giugno 2026. Fra tutti i 113 paesi con entrambi i dati l'Italia è la tredicesima peggiore (mediana +1,1%; subito prima di noi la Polonia, −28%; il calo più forte è dell'Iraq, −47%).

I dati non permettono di dire perché. Forse la settimana di campione di febbraio era anomala, forse il nuovo metodo pesa in modo diverso da paese a paese. Oppure una parte degli italiani è passata ad altri assistenti, l’ipotesi più preoccupante, che questi numeri non possono né confermare né escludere. Da aprile a maggio almeno si riparte: +8,5%, in linea con Spagna e Portogallo.

PaeseAgo 25Nov 25Feb 26Apr 26Mag 26
Italia1,751,922,141,561,69
Italia, posizione35ª su 11532ª su 11731ª su 11640ª su 11439ª su 121
Spagna1,501,932,242,432,69
Francia2,313,163,553,873,97
Germania2,182,122,662,362,40
Portogallo2,392,643,033,063,34
Regno Unito3,163,083,773,393,35
Svizzera3,343,814,934,715,04
Stati Uniti4,304,384,664,253,87

Cosa dicono, e cosa non dicono, questi numeri?

Misurano Claude, non l’AI in generale, e l’Italia potrebbe preferire ChatGPT o Gemini. Come avverte la stessa Anthropic, non dicono nulla sugli effetti sull’occupazione. E non dicono che siano le carte a frenarci, solo che da noi pesano più che altrove.

Da imprenditore, la cosa che mi resta addosso è il paese delle carte. Io la leggo così: ovunque si comincia dal lavoro più noioso da delegare, e il rischio tutto italiano è restarci. Vuol dire usare l’AI per difenderci dalla burocrazia, invece che per vendere, pianificare e decidere. In una PMI liberare quelle ore d’ufficio è già un guadagno. Il passo dopo è spenderle sul business. Fuori da Lazio e Lombardia quasi tutta l’Italia la usa ancora poco, quindi chi comincia adesso parte avanti rispetto al concorrente della porta accanto. E senza l’ennesimo abbonamento, perché il software oggi si può fare anche in casa. Quello che ci costruisco io lo racconto in questa pagina. Il report completo, con i grafici che qui non ci stanno, te lo mando via email.

Fonti: Anthropic Economic Index, dati di maggio 2026, licenza CC BY 4.0; rilasci pubblici di settembre 2025, gennaio, marzo e giugno 2026 (dati completi per tema, non solo i primi dieci) con la relativa documentazione su Hugging Face; Anthropic, Economic Index report di settembre 2025 sulla geografia dell’adozione; ISTAT, popolazione residente per età al 1° gennaio 2026 (demo.istat.it); Fondo Monetario Internazionale, World Economic Outlook di aprile 2026 (PIL pro capite 2025 in dollari); Eurostat, indicatori demografici (età mediana); confini regionali: openpolis, geojson-italy. Indice regionale, serie storica e confronti con l’atteso sono elaborazioni mie, fatte con Claude sui file pubblici di Hugging Face e sul connettore dell’Anthropic Economic Index; analisi indipendente, non affiliata ad Anthropic.

AIClaudeAnthropic Economic IndexItaliaregioniPMIdati

Tutti i grafici in un PDF, te lo mando io.

Il report da cui nasce questo articolo, con i grafici e le tabelle che qui non ci stanno: i sottotemi, le regioni periodo per periodo e il metodo. Lascia nome ed email e arriva in pochi minuti, gratis. L'indirizzo lo uso solo per mandartelo, poi non ti scrivo altro.

Nicola Giunchi

Imprenditore seriale, investitore, scrittore. Ha sviluppato 8 attività in 20 anni.

Domande frequenti

Quanto si usa Claude in Italia?

Secondo l'Anthropic Economic Index di maggio 2026 l'Italia ha un indice d'uso di 1,7: in proporzione alla popolazione in età da lavoro, l'Italia usa Claude 1,7 volte la media mondiale. È il 39° valore su 121 paesi, il 21° su 27 nell'Unione europea e il più basso fra otto paesi di riferimento: Svizzera 5,0, Francia 4,0, Stati Uniti 3,9, Regno Unito 3,4, Portogallo 3,3, Spagna 2,7, Germania 2,4.

Per cosa usano Claude gli italiani?

Per le stesse cose del resto del mondo, con un accento: più carte e meno business. Fra otto paesi simili (Svizzera, Francia, Stati Uniti, Regno Unito, Portogallo, Spagna, Germania e Italia) l'Italia è prima per quota di conversazioni sulla compliance normativa (1,6% contro 1,1% della media mondiale) e sull'elaborazione di documenti (5,3% contro 4,3%), ed è ultima per quota di conversazioni sulle vendite (0,8% contro 1,1%) e per quota di conversazioni che producono piani e strategie (3,6% contro 4,1%). Sulla compliance è quinta su 96 paesi al mondo per quota, ma è un peso e non un volume: per abitante uno svizzero la usa il doppio. Dati Anthropic Economic Index, maggio 2026.

Quale regione italiana usa di più Claude?

Il Lazio, seguito dalla Lombardia. Anthropic pubblica per le regioni solo la quota dell'uso italiano; dividendola per la quota di popolazione 15-64 (stima ISTAT al 1° gennaio 2026) il Lazio fa 2,23 volte la media nazionale e la Lombardia 2,02, e insieme valgono il 57% dell'uso con il 27% della popolazione. L'ultima fra le 16 regioni pubblicate è la Sicilia, a 0,28. La regione viene assegnata dall'indirizzo IP, quindi il traffico delle reti aziendali instradato da Milano e Roma può gonfiare Lombardia e Lazio.

Gli italiani usano meno l'AI o solo meno Claude?

Questi dati non permettono di dirlo. L'Anthropic Economic Index misura solo l'uso di Claude: un paese può essere indietro su un assistente e avanti su un altro, e l'Italia potrebbe preferire ChatGPT o Gemini. Quello che i dati dicono è che, in proporzione alla popolazione in età da lavoro, gli italiani usano Claude meno dei paesi simili e per le stesse cose, con qualche accento proprio: più norme, più elaborazione di documenti, meno vendite e meno strategie.